Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Monserrato (CA)
Attualità

QUEL CHE FA LA DIFFERENZA

Autore: Past. Fiorenzo Pintus

QUEL CHE FA LA DIFFERENZA

Con una certa frequenza dei credenti si rivolgono a Dio con l’appellativo di Papà. Ho riflettuto a lungo, mettendo a confronto le varie forme che abitualmente i figli usano nell’indicare il proprio genitore. Preciso di non essere ricorso all’Accademia della Crusca per conoscere la differenza. Spesso è usato l’appellativo di “Babbo” nell’indicare il proprio genitore che nel latino volgare “Babbum” che rimane comunque un linguaggio infantile, mentre Papà trova la sua radice da un francesismo. La differenza tra “Padre e Papà” la possiamo traslitterare dal Greco Pater (per Dio) e Papa o Pope per gli uomini. Da credente ho usufruito dalla Santa e Benedetta Parola di Dio, la Bibbia, quale unico testo valido per tutti i Cristiani. Infatti nell’Epistola di Paolo ai Romani al Cap. 8:15 si legge: «E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: Abbà! Padre!» E’ chiaro che prima di gridare Abbà Padre, il credente deve avere la certezza di non essere più schiavo. Questo va inteso come lo Spirito Santo ha agito, tramutando lo status di schiavo in figlio di adozione, in questo caso attesta, insieme al nostro spirito, che siamo figli di Dio. Possiamo altresì affermare, per creazione siamo tutti figli di Dio. Non tutti però hanno ricevuto lo Spirito di adozione. Alla luce del verso menzionato, si deduce che lo Spirito Santo ci insegna ad andare a Dio come ad un Padre e rassicura l’anima che sta compiendo quel dovere. D'altronde Cristo durante l’agonia nel giardino del Getsemani pregava dicendo: Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Comunque tra gli appellativi menzionati, quel che fa’ la differenza secondo il mio pensiero, è l’Amore. Il Babbo ha amore per i figli, così anche il Papà, al di là della sua radice, entrambi possiedono amore limitato, anzi, in certi casi l’amore è ignorato, non solo per i figli ma anche per la moglie. Quando il credente si rivolge a Dio usando l’appellativo di Padre, è sicuramente rafforzativo, lungi da me la volontà di sminuirlo, perché Lui non possiede l’amore, bensì E’ L’AMORE. Questo significa che nella sua natura divina ama tutti indistintamente credenti e non credenti, così pure il creato. Lui è il sommo architetto, non vedo la ragione perché non dovrebbe amare ciò che ha creato. Nell’insegnamento Biblico va esteso a tutti, credenti e non. Amare tutti indistintamente, nemici compresi, non è cosa facile. Se si considera la manifestazione dell’amore di Dio all’umanità, è cosa meravigliosa, il Cristo morente, che grida Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno. Proviamo a utilizzare l’appellativo che quei pochi credenti usano nel rivolgersi a Dio: “ Papà perdona loro”, non vedo in questa espressione assonanza alcuna. E’ noto a tutti l’esistenza di un’organizzazione religiosa impegnata nel fare proselitismo: costoro la prima domanda che pongono è: Come si chiama Dio? La storia Biblica afferma che i Giudei si ritenevano indegni di pronunciare il nome di Dio, anche perché nel suo nome impronunciabile non sono contenute le vocali. Senza divagare, tutte le volte che mi hanno posto questa domanda, mi sono attenuto a quel meraviglioso insegnamento lasciatoci da Gesù,…. Quando pregate, pregate così: Padre nostro che sei nei cieli….etc. L’appellativo Padre è un riconoscimento di un Dio Creatore, nella sua totale pienezza, il credente è chiamato a non sminuire la grandezza di Dio con appellativi diversi. Non credo che il credente si rivolga chiamandolo YHWH o anche Geova, personalmente continuerò a chiamarlo Padre.

Shalom
Pubblicato il 09/05/2015
Genere: Attualità
Locale Monserrato

Riunioni

Domenica, Martedì e Venerdì
Ore 18:00

sito
In classifica

Immagini by Sere

Immagini by Stefano

CCEPM Podcast