Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Monserrato (CA)
Attualità

UNA PAROLA UN COMMENTO: “FEMMINICIDIO”

Autore: Past. Fiorenzo Pintus

UNA PAROLA UN COMMENTO: “FEMMINICIDIO”

Da pochi anni in Italia si è diffuso il termine “Femminicidio” per indicare le donne morte ammazzate. Il termine fu usato per la prima volta in Inghilterra per indicare l’uccisione di una donna. Secondo i dati raccolti di una associazione di donne impegnata anche a livello politico in difesa delle vittime di questo orrendo delitto. Nel 2012, i femminicidi in Italia sono stati 124, i tentati omicidi di donne 47, il 70% circa delle donne è stata uccisa da uomini con cui le donne avevano o avevano avuto una relazione sentimentale, mariti, compagni, ex mariti etc etc.

La maggior parte degli omicidi vengono compiuti nella casa della coppia. Si deve notare che tutte le volte che si è verificato un omicidio e gli inquirenti sono riusciti a individuare il responsabile, i cronisti si sono sempre precipitati per conoscere più dettagliatamente la personalità dell’imputato: di consueto i primi a essere intervistati sono i parenti, i vicini di casa, di solito mostrano perplessità perché conosciuto come una brava persona, una coppia per bene, una coppia veramente innamorata, una coppia tutta casa e chiesa. Insomma hanno usato tanti aggettivi che non rispecchiavano la vera identità dell’autore del delitto. Gesù afferma nel Vangelo di Giovanni (cap.3) “…… che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio”. Eppure, come già detto, gli autori di delitti dove sono coinvolte delle donne (e non solo), non mi pare che amassero, né la moglie, ne tantomeno eventuali amanti, ancora meno le eventuali fidanzate. Secondo il mio modesto parere, costoro conservano un mostro dentro di loro che li spinge ad avere una o più donne per soddisfare gli appetiti sessuali che non hanno nessuna relazione con l’amore vero e sincero. Ahimè, spesso queste donne pur subendo violenza fisica e psicologica non trovano la forza di presentare denuncia. Il personale sanitario ha l’obbligo di referto, quindi tutte le volte che una donna si presenta con il corpo tumefatto deve riferire all’autorità giudiziaria che il paziente ha subito violenza, trattandosi di reato perseguibile d’ufficio.

La donna spesso nasconde la verità e lo fa per amore, magari lo fa perché ci sono di mezzo dei bambini o magari con la promessa che non accadrà mai più. Care lettrici, ricordate e non dimenticatevi mai, che il mostro interiore che si trova nel vostro uomo, lo ripeterà ancora, ricorrerà al perdono, magari ve lo chiederà in ginocchio non una volta, ma tante altre volte, non credetegli, sappiate che quell’uomo non vi ha mai amato. Il primo passo che compie é la possessione del vostro corpo, che conquista con inganno. La donna accecata e assetata d’amore, non riesce a vedere quel mostro nascosto, perché lui con parole seducenti riesce a nascondere in fondo all’anima la sua vera personalità.

Proviamo a immaginare il “mostro” che dimora in lui, subisca la metamorfosi e rivesta l’abito regale, si rivolga alla donna dicendo: «Tu mi hai rapito il cuore, o mia sorella, o sposa mia! Tu mi hai rapito il cuore con uno solo dei tuoi sguardi, con uno solo dei monili del tuo collo. Quanto sono dolci le tue carezze, o mia sorella, o sposa mia! Come le tue carezze sono migliori del vino, come l’odore dei tuoi profumi è più soave di tutti gli aromi! Sposa mia, le tue labbra stillano miele, miele e latte sono sotto la lingua; l’odore delle tue vesti è come l’odore del Libano. O mia sorella, o sposa mia, tu sei un giardino serrato, una sorgente chiusa, una fonte sigillata ». La voce della donna amata non stenta a farsi sentire, risponde alle parole d’amore dicendo: «Venga l’amico mio nel suo giardino e ne mangi i frutti deliziosi. » (tratto dal Cant.dei Cant.cap.4)

E’ un’utopia? Credo di no, quando l’uomo si libera del mostro che è in lui e si proietta nella dimensione dell’amore, dovrebbe realizzare un rapporto di felicità con la donna che ama. E’ pur vero, l’uomo che si macchia di un delitto così orrendo, mostra di non conoscere il vero Amore.

Capita nell’ambito del cristianesimo, persone che hanno dichiarato di credere e di voler ubbidire alla volontà di Dio, facendosi anche battezzare, con il fine conquistare la ragazza adocchiata, unendosi anche in matrimonio, in seguito rivelatosi per il suo cattivo comportamento, di non possedere nulla di cristiano, fino a usare violenza fisica rinnegando la promessa fatta davanti a Dio e agli uomini, abbandonando tutto e tutti, per favore non chiamatelo cristiano.

Chiaramente il messaggio Evangelico è Cristocentrico; quando Cristo fa parte della vita di entrambi, sono più che certo il “femminicidio” non ha nulla che possa interessare la coppia, perché essi vivono nel reciproco amore, vivendo quotidianamente in pieno rispetto l’uno verso l’altro, sospinti dalla fede in Cristo Gesù. Come cristiano auspico che il legislatore vari delle leggi in difesa della vita di chiunque, sia essa donna o bambino o anziano e ai vari mostri identificati si provveda di conseguenza.
Pubblicato il 07/09/2013
Genere: Attualità
Locale Monserrato

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