Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Monserrato (CA)
Attualità

UNA PAROLA UN COMMENTO: GIUDA ISCARIOTA

Autore: Past. Fiorenzo Pintus

UNA PAROLA UN COMMENTO: GIUDA ISCARIOTA
SIETE SICURI CHE GIUDA SIA ANDATO ALL’ INFERNO? Domanda formulata da un predicatore itinerante . Anch’io mi sono posto una domanda: Chi potrà mai affermare con certezza che Giuda Iscariota sia andato in cielo o all’inferno? Non credo che sia mai esistito uomo che abbia affermato con vera certezza la destinazione dell’anima di chi si é macchiato di un simile peccato? Il predicatore rivolgendosi al pubblico di facebook ha usato l’omiletica fai da te con esclusione dell’esegesi. Non posso definirla una bella domanda, perché la sua bellezza è venuta a mancare dal momento in cui si mette in dubbio ciò che la Bibbia riferisce. Per capire bene, dobbiamo far riferimento alla Scrittura, in questo caso al Vangelo di Marco cap. 3 dal verso 16 che presenta l’elenco dei dodici apostoli, il dodicesimo era proprio lui Giuda quello che poi tradì il Maestro. Per il suo talento amministrativo fu eletto tesoriere della compagnia degli apostoli. Giova ricordare che tutti gli apostoli furono chiamati da Gesù, non furono nominati apostoli per raccomandazione, tanto meno scelsero loro il compito da svolgere all’interno del gruppo. Nel ricoprire il delicato incarico di tesoriere, Giuda si dotò di una borsa, le casse blindate non erano ancora inventate, ma una bella borsa, non di stoffa,forse di pelle di montone, nelle sue mani era al sicuro. L’evangelista Giovanni riferisce che ne portava via quel che vi si metteva dentro (Giov.12:6). Probabilmente Giuda ignorava che al Signore non si può nascondere niente, forse lui pensava che nessuno si sarebbe accorto del suo malaffare. Gesù sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine. Possiamo affermare che era motivo di gioia per i dodici nel sapere che il Maestro li ha amati tutti indistintamente, Giuda compreso. Infatti, la Scrittura afferma che il Signore ama il peccatore, ciò che odia è il peccato. Peccare, nella traduzione letterale significa mancare il bersaglio. Giovanni riferisce che durante la Cena, il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota il proponimento di compiere un atto di tradimento. Gesù dichiarò che uno dei dodici lo avrebbe tradito, tutti hanno posto la domanda: Signore sono io? La risposta di Gesù non tardò ad arrivare, Egli disse: Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà” in seguito soggiunse:” Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato”. L’evangelista Matteo dice qualcosa di più forte “ Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.”Comprendiamo che la motivazione di sicuro sono i soldi, intanto Giuda né parlò con i capi dei sacerdoti e, disse a loro, cosa siete disposti a darmi se io ve lo consegno? Essi risposero trenta sicli d’argento. Si stava adempiendo la profezia di Zaccaria 11:13 Il Signore mi disse:«Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo con cui mi hanno valutato!» Io presi i trenta sicli d’argento e li gettai nella casa del Signore per il vasaio.” I credenti sono informati che dopo questo episodio, l’apostolo Giuda andò a impiccarsi. La Bibbia afferma che essendo precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero. Il predicatore afferma che Giuda si pentì alla pari dell’apostolo Pietro, per questa ragione lui non è certo che Giuda sia andato all’inferno, anzi sostiene che si pentì e restituì i trenta sicli. Io desidero ardentemente andare in cielo, ma quando avrò raggiunto quel luogo che Gesù è andato a preparare ci trovo anche Giuda, per me sarà una grande delusione, non voglio andare dove c’è Giuda. Forse il predicatore si è dimenticato, ciò che fa la differenza fra Pietro e Giuda. Il pentimento di Pietro è un pentimento a vita,pentimento letteralmente significa: “conoscere dopo, ravvedersi e cambiare vita”. Il pentimento di Giuda è un pentimento a morte, lui non si è ravveduto, non ha cambiato vita, è stato un assassino di se stesso, ha sentenziato la condanna a morte della vita che viveva in lui, non gli apparteneva, così come non appartiene a nessuno uomo. L’uomo è tratto dalla polvere, e Dio lo ha reso anima vivente attraverso il Suo soffio, per creazione, il genere umano gli appartiene, quel soffio è Suo e anche la terra usata. L’uomo che compie un atto simile si rende responsabile del danneggiamento dell’opera che il Sommo Architetto ha compiuto. Ancora oggi la scienza non è in grado di spiegare sufficientemente. Credere che Giuda sia andato in cielo, fa parte di quella teologia accomodante che sostiene, che in fin dei conti, Dio è buono e salverà tutti. Anche questo è una grande bugia che fa parte del progetto diabolico di satana. Chi crede questo, sta dicendo che Dio è bugiardo. Da che cosa si deduce che il pentimento di Pietro era un pentimento a Vita? Giovanni riferisce che Gesù si rivolse a Pietro per ben tre volte, chiedendogli se lo amava, alla terza domanda la Scrittura riferisce che Pietro fu rattristato, ossia addolorato per aver rinnegato il Maestro. Pietro non incassò soldi, ma l’umiliazione da parte di una serva quando lo riconobbe dicendo: “Anche tu sei uno di loro”. Pietro addolorato, non andò in cerca di una robusta corda per imitare Giuda. Lui si rattristò nell’udire le domande formulate da Gesù, alla terza domanda, Pietro disse Signore tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene. Chi ama Dio ama la vita e la rispetta. Gesù disse: ”Io sono la via la verità e la vita.”(Giov.14:6). Se Giuda ha rinunciato alla vita, non credo che possa dichiararsi coerede di Cristo. Confermo quanto già detto, io non voglio andare dove andato Giuda Iscariota per non perdere l’eredità di Cristo. Shalom
Pubblicato il 27/09/2014
Genere: Attualità
Locale Monserrato

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