Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Monserrato (CA)
Studio biblico

UNA PAROLA UN COMMENTO: “ IL PROFETA”

Autore: Past. Fiorenzo Pintus

UNA PAROLA UN COMMENTO: “ IL PROFETA”

Profeta, è un termine che non sempre rispecchia la reale condizione di chi esercita questo delicato e importante ministero, questo a causa dell’abuso che si fa di questo titolo. Il Profeta è colui che Dio riveste della sua autorità affinché comunichi la Sua Volontà agli uomini. Spesso sentiamo dire questa frase: “Il Signore mi ha detto”. In seguito si scopre che il Signore non ha affidato nulla di quello che è stato annunciato. La Parola “profeta” ha la sua radice etimologica da una parola “greca” che significa “interprete”. Si applica a chiunque ha ricevuto una rivelazione di Dio che pronuncia e interpreta. Il Signor Iddio ha promesso di suscitare nel popolo eletto uomini ispirati, capaci di dire con autorità quello che egli comanderà di esporre. Possiamo affermare che Mosè è il modello di tutti i profeti che l’hanno seguito, quanto all’unzione, la dottrina, l’atteggiamento nei confronti della legge. Cfr.Esodo 18:18,19 “Tu ti esaurirai certamente e stancherai anche questo popolo che è con te; perché questo compito è troppo pesante per te; tu non puoi farcela da solo. Ascolta la mia voce; io ti darò un consiglio, e Dio sia con te: sii tu il rappresentante del popolo davanti a Dio, e porta a Dio le loro cause. Ricordo di aver assistito a qualcosa da me non condivisa, una sorella in Cristo cercò di imitare la voce di Dio, probabilmente pensava, che Dio sia (fosse) un uomo e disse con voce grossa quasi baritonale: “Io sono Iddio…. seguito da qualche secondo di silenzio, aggiunse: Amatevi gli uni e gli altri”. Fine della profezia. Domando: dov’è la profezia? Amarci è un comandamento datoci da Cristo affinché ogni credente lo pratichi indistintamente con tutti, di là dalla nazionalità e del colore della pelle, o della religione professata. Siamo chiamati ad amare, ossia, manifestare l’amore di Dio a tutti. Non è mio intendimento polemizzare. Il credente deve desiderare ardentemente crescere nella verità, per non cadere nella rete dei falsi profeti. Un breve accenno è doveroso per dare un’immagine d’identificazione dei falsi profeti. Ci sono quelli che parlano in nome di un dio a loro sconosciuto, ci sono quelli che mentono nell’invocare il nome dell’Eterno. Questi ultimi sono di due specie: Impostori, consapevoli della loro furbizia, sedotti dal loro desiderio di essere oggetto della considerazione devoluta ai profeti autentici, essi sono popolari a causa delle loro parole addolcite. Mentre altri personaggi, pur essendo sinceri e pii, si fondano a volte sulla Legge e persuadono se stessi d’essere chiamati al ministero profetico, ma non è così. Sebbene la loro sincerità, questi sono delle cattive guide. Oggi nella chiesa opera il profeta, non nel predire il futuro, ma che agisce sotto l’impulso dello Spirito. Cfr.I° Cor.14:3 “ Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione. Ogni forma diversa e da ritenere espressione umana e non voluta e guidata dallo Spirito Santo. Oggi abbiamo il privilegio di avere il sostituto di Cristo, il Paracleto, che edifica, esorta e consola. Persino quando non sappiamo pregare, L’apostolo Paolo dice che ci soccorre con sospiri ineffabili. E’ vero che spesso siamo visitati da personaggi che non hanno ricevuto nessuna chiamata al ministero Profetico. Per questa ragione i credenti, tutti indistintamente, dobbiamo possedere il “dono del discernimento” indispensabile per identificare il falso dal vero e poter dire: No grazie, quello che hai annunciato non è da Dio. Preghiamo il Signore che purifichi la Sua chiesa da ogni forma d’inquinamento, tenendo lontano tutti quelli che indossano la maschera di qualsiasi ministero. Un fraterno Saluto ai visitatori del sito, il Signore vi abbondi e v’illumini con la Sua meravigliosa Luce. Shalom.

Pubblicato il 16/06/2014
Genere: Studio biblico
Locale Monserrato

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